Gite Scolastiche

Gite Scolastiche nel Parco del Ticino Undici Percorsi per imparare a conoscere il nostro territorio INFORMAZIONI (Giancarlo Aguzzi Cell. 3687883751) (...

Festa 2017 - PROGRAMMA

  Festa Amici del Ticino 2017 Programma Sabato 8 Luglio Ore 20.00 Cena Ore 21.00 Serata danzante animata da MIMMO ...

Festa Amici del Ticino 2017 - Programma

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  • Gite Scolastiche

    Domenica 23 Giugno 2013 10:11
  • Festa 2017 - PROGRAMMA

    Giovedì 18 Maggio 2017 11:40
  • Festa Amici del Ticino 2017 - Programma

    Lunedì 26 Giugno 2017 14:45
Storia Associazione Amici del Ticino PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Ottobre 2006 07:49

...E’ una ben conosciuta disposizione umana il non accorgersi dell’evidenza così come dare per scontato ciò che va bene. Per questo, oggi, può passare inosservato il fatto che ad uno stesso tavolo sieda gente di tutto il Ticino per discutere su come affrontare i problemi del suo territorio. Non era così scontato però quella sera di luglio, di pochi anni fa quando, era il 1987, l’Associazione Amici del Ticino si è costituita alla trattoria del Piave, sulla riva del Ticino di Magenta. Si trovavano allora per la prima volta insieme una quarantina di persone provenienti da diversi paesi e città del Fiume, da Abbiategrasso a Pavia, da Vigevano a Magenta, Robecco, da Cassolnovo a Bereguardo, a Cameri e Turbigo e Morimondo e Motta Visconti. Si riunivano per spontanea reazione alla dichiarazione del Parco del Ticino che voleva vietare la navigazione a motore. Difendere il diritto di navigazione diventava così l’occasione per un avvenimento storico: la gente di tutto il Fiume cominciava a mettere da parte antiche rivalità campanilistiche e a scambiarsi opinioni sul destino della sua Valle. Non é stato facile. Gli scambi sono talvolta diventati scontri; qualcuno se n' è andato e altri sono arrivati. Il dialogo collettivo era ormai iniziato e pur con molte difficoltà, che chi è pratico può ben immaginare, prosegue sempre più determinato. E’ questo il primo importante risultato che non si deve sottovalutare. La gente esprime finalmente la coscienza e l’orgoglio di essere il popolo del Fiume e la volontà di dire la sua, in merito ai problemi che vedono coinvolti le acque e i boschi, nei quali hanno svolto da sempre le loro attività tradizionali pescatori e cacciatori, barcaioli, raccoglitori di legna, di sassi, cercatori d’oro, di funghi e di erbe, osservatori di animali, piante e raschi d’acqua. Tutta gente che chiama per nome ogni palmo del suo territorio, che ne ha osservato le trasformazioni da una stagione all’altra, da un anno all’altro da una generazione all’altra, accumulando un patrimonio di sapere che continua a trasmettersi tuttora di bocca in boc-ca, negli incontri sulle ghiaie, lungo le rive e i sentieri, di barca in barca e al chiuso dei capanni dove ancora si apprezza il semplice piacere di mangiare, bere, giocare a carte e discutere dei fatti della vita con gli amici coi quali si litiga anche o si cerca di dimostrare chi è il più forte, ma poi tutti si sentono accettati perché tutti si conoscono e sanno che domani saranno ancora lì, insieme, sulle stesse ghiaie, lungo gli stessi sentieri, a odorare il vento se porta buono o cattivo tempo, ad ascoltare le storie che raccontano gli uccelli che tornano qui ad ogni stagione da paesi lontani. Oggi però che tutti rivendicano il diritto di fruire degli ambienti naturali e sempre più numerosi arrivano dalla vicina metropoli, oggi il popolo del Fiume supera la naturale ritrosia propria della gente che da sempre vive a contatto della natura e sa rispettarne gli eloquenti silenzi, e parla e chiede a chi ha il dovere istituzionale di difenderla che, nella sopravvenuta necessità di regolamentare tutto, si tenga conto anche della sua presenza e delle leggi mai scritte la cui rigorosa osservanza ha fatto sì che questo territorio sia stato conservato amato e curato fino all’arrivo della civiltà industriale e consumistica. Vuole esprimere, il popolo del Fiume, il suo sapere acquisito con esperienze concrete e quotidiane, almeno altrettanto valide quanto la conoscenza appresa nelle aule universitarie. Parla, per non fare la fine dei suoi temoli morti accecati dall’inquinamento. Parla perché i boschi stanno morendo. Parla perché la Valle sta assomigliando sempre più ad un immenso aereoporto senza piante. Parla perché l’acqua dei fontanili è diventata imbevibile, ricettacolo di scarichi fognari e industriali.

L’Associazione Amici del Ticino è essenzialmente questo, una voce che, ci si può contare, farà di tutto per essere ascoltata, nell'interesse di un ambiente unico che sa ancora essere generoso con tutti. Perché è convinta, la gente del Fiume, che amare la natura non significhi metterla sotto una campana di vetro, ma continuare (o reimparare) a farne parte, ritrovando l’antico sapiente equilibrio tra prendere e dare.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2011 20:31